Fluffosissima al limone

Vabbè  non ne potrete più con tutte queste versioni della fluffosissima: all’acqua, all’arancia e ora al limone! Però qui ho utilizzato due ingredienti salutari scelti di proposito: l’olio di riso* e la stevia**. Inoltre un accorgimento il succo di limone deve essere in quantità inferiore rispetto al succo utilizzato in quella all’arancia. Comunque anche se si conserva una settimana, a casa mia non dura neanche due giorni, e la colpa non è da attribuire ai due ragazzi adolescenti di casa, ma piuttosto al principe, che non si regola proprio!

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Fluffosissima al limone
Author: 
Recipe type: Breakfast
Cuisine: American
Serves: 12
 
Per uno stampo da chiffon cake o uno stampo da 28 cm o uno stampo senza foro con bordi alti
Ingredients
  • 250 g di zucchero e 6 g di stevia (o 300 g di zucchero)
  • 285 g di farina 00
  • 7 uova bio
  • 160 g di spremuta di limone bio filtrata
  • scorza dei limoni bio
  • 120 g di olio di riso
  • 1 bustina di lievito per dolci (io lievito bio)
  • ½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 baccello di vaniglia (o estratto naturale)
  • zucchero a velo per spolverizzare
Instructions
  1. Separate i tuorli dagli albumi.
  2. Setacciate insieme in una grande ciotola la farina, lo zucchero, la stevia, il bicarbonato e il lievito.
  3. Fate un buco al centro e versate in questo ordine e senza mescolare: l'olio, i tuorli, la spremuta del limone, la scorza del limone grattugiata, i semi della bacca di vaniglia
  4. Montate a neve ferma gli albumi con 3 gocce di limone.
  5. Mescolate gli ingredienti nella ciotola fino ad ottenere un composto omogeneo e da ultimo inserite gli albumi montati.
  6. Versate il composto nello stampo senza ungerlo né infarinarlo. Se usate uno stampo tradizionale invece sì. Infornate e cuocete a 165° per 55 minuti e poi a 175° per 10 minuti.
  7. Fate freddare il dolce nello stampo capovolto (se quello da chiffon cake) sformate e spolverizzate con zucchero a velo.
 
*Olio di Riso: ricco di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e preventive delle malattie cardiovascolari, è una fonte importante di vitamina E. Oltre a non avere sapore caratteristico e quindi rimanendo neutro nella sua funzione di grasso nobile in un dolce. Utilizzato molto in cosmesi, qui la sua parte è rendere ‘bella’ e leggera una torta, che di suo è già soffice come l’aria. 
**Stevia (vista la prima volte dalla dolce Fede e finalmente dopo mesi l’ho provata): è un dolcificante naturale, estratto da una piantina originaria del Brasile, tra l’altro molto bella; ha un potere dolcificante 250 volte più dello zucchero, e ha zero calorie. Non modifica il suo sapore in cottura e non ha perlopiù nessuna controindicazione. Grazie pulcinetto 🙂 
Ringrazio le care amiche Enrica e Maddalena che l’hanno provata e sono rimaste felici del risultato. Questo rende felice me oltremodo. I dolci condivi sono il massimo della soddisfazione. Grazie amiche.
Anche se, aggiungo, in linea con i principi di questa raccolta lo sono quasi tutti i miei dolci, oltre ad una scelta attenta della farina, utilizzo da sempre uova biologiche, non solo per una scelta etica dettata da una consapevolezza quasi dolorosa di quello che subiscono le galline ovaiole in allevamenti intensivi (vietati dalla comunità europea dal 2012 e in Italia ancora grandemente utilizzati dall’industria alimentare e reperibili in qualsiasi supermercato!), ma anche perché sono oggettivamente più buone, non  hanno retrogusto e sono salutari. Proprio perché non provenienti da animali sottoposti sistematicamente ad assunzione di medicine e antibiotici. Se volete controllare le uova c’è un codice molto lungo sul guscio, ma ad interessarci è il primo numero dopo la sigla IT (Italia) che va da 0 (che sta per uova biologica) ad un tristissimo 3 (che indica uova proveniente da allevamento intensivo); l’1 e il 2 indicano galline allevate a terra, ma badate bene a terra non è la zolla di terra all’aperto, bensì a terra nei capannoni con le luci artificiali 24 ore al giorno, cioè non nelle gabbie. Per saperne di più e piangere amare lacrime, ma la consapevolezza si sa è un processo doloroso, ma aggiungerei necessario, leggete Se niente importa perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer. Verrete a capo di tanti inganni a cui ci sottopone l’industria alimentare.

 

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